Biografia · I Barcidi
~243 – 203 a.C.

Magone Barca

Il più giovane dei Barca, lo stratega nell'ombra

Figlio minore di Amilcare, fu presente su tutti i fronti: l'imboscata della Trebbia, il centro di Canne, dieci anni di guerra in Hispania, le Baleari, poi un secondo fronte in Liguria. Morì in mare nel 203, richiamato a difendere Cartagine.

La battaglia di Canne
Canne, 216 a.C.: Magone combatte al centro con Annibale
2 000

uomini nascosti nel letto di un torrente per l'imboscata della Trebbia (218)

8

legioni romane intrappolate a Canne (216)

~10 anni

di guerra in Hispania (215 – 206)

14 000

uomini sbarcati in Liguria nel 205: 12 000 fanti, 2 000 cavalieri

Cronologia

Una vita in campagna

~243Nascita — Terzo e più giovane figlio di Amilcare Barca, formato fin dall'infanzia negli accampamenti militari dell'Hispania accanto ai fratelli.
218Le Alpi — Segue Annibale dall'Hispania fino in Italia.
218La Trebbia — In dicembre tende l'imboscata che prende alle spalle le legioni di Sempronio.
217Le paludi dell'Arno — Con la cavalleria numida chiude la marcia per impedire ai Galli di disertare durante l'attraversamento delle paludi.
216Canne — Comanda il centro con Annibale (Polibio): la linea che arretra senza spezzarsi mentre la morsa si chiude.
216/215Cartagine — Viene ad annunciare la vittoria al Senato e fa versare sulla soglia della curia gli anelli d'oro dei cavalieri romani uccisi.
215–206Hispania — Inviato in Hispania anziché in Italia, vi combatte accanto al fratello Asdrubale e ad Asdrubale Giscone; nel 211 i due Scipioni sono uccisi sull'alto Betis.
206Ilipa, Gades, Baleari — Dopo la sconfitta di Ilipa ripiega su Gades, fallisce davanti a Cartagena, poi raggiunge le Baleari e sverna a Minorca.
205La Liguria — Sbarca a Genova con 12 000 fanti e 2 000 cavalieri e apre un secondo fronte nell'Italia settentrionale.
203Ferita e morte — Sconfitto in Insubria e ferito alla coscia, è richiamato in Africa e muore per la ferita in mare, al largo della Sardegna.

Accanto ad Annibale

Dal 218 al 216 Magone è il luogotenente più vicino al fratello.

La Trebbia · dicembre 218

L'imboscata del torrente

Annibale individua tra i due accampamenti un corso d'acqua dalle sponde alte, coperte di sterpaglia. Vi nasconde di notte Magone con 1 000 fanti e 1 000 cavalieri scelti tra i migliori dell'esercito.

All'alba la cavalleria numida provoca i Romani, che attraversano la Trebbia gelata a digiuno. Quando la battaglia è ingaggiata, Magone sbuca alle spalle delle legioni: l'esercito di Sempronio crolla.

Le tattiche puniche →
Canne · 2 agosto 216

Al centro della mezzaluna

A Canne Magone comanda con Annibale il centro dello schieramento — Galli e Iberi — che arretra volontariamente senza spezzarsi, permettendo alla morsa cartaginese di chiudersi su otto legioni romane: la più pesante sconfitta della storia della Repubblica.

«Magone, suo fratello, giovane, pieno di ardore e formato fin dall'infanzia all'arte della guerra.»

Polibio, Storie, III, 71 — Annibale lo sceglie per l'imboscata della Trebbia
Cartagine · inverno 216/215

Gli anelli d'oro di Canne

Magone viene ad annunciare la vittoria al Senato di Cartagine. Come prova, fa spargere sulla soglia della curia gli anelli d'oro tolti ai cadaveri dei cavalieri romani, insegna dell'élite di Roma.

Il Senato vota rinforzi per Annibale — cavalieri numidi, elefanti, denaro — e incarica Magone di arruolare nuove truppe. Ma la sconfitta di Asdrubale a Dertosa cambia i piani: nel 215 Magone e i suoi rinforzi partono per l'Hispania, non per l'Italia.

3 ½

moggi di anelli, secondo alcuni autori; Tito Livio ritiene più probabile «non più di un moggio» (XXIII, 12).

La replica di Annone

Annone, capo del partito ostile ai Barcidi, ironizza: se Annibale è vincitore, perché chiede uomini e denaro? (Tito Livio, XXIII, 13)

Dieci anni in Hispania

Dal 215 al 206 Magone combatte per difendere la base barcide contro gli Scipioni.

215 – 206

Maestro della logistica, Magone difende il cuore barcide in Iberia. Coordina i rifornimenti, mantiene le alleanze tribali e contribuisce nel 211, con Asdrubale Giscone e il giovane principe numida Massinissa, alla distruzione dell'esercito di Publio Scipione sull'alto Betis.

Ma il figlio di Publio, il futuro Scipione l'Africano, prende Cartagena nel 209 e nel 206 schiaccia a Ilipa l'esercito di Magone e di Asdrubale Giscone — 70 000 fanti, 4 000 cavalieri e 32 elefanti secondo Polibio. L'Hispania punica è perduta.

Ripiegato su Gades, Magone tenta un colpo di mano su Cartagena e fallisce. Al suo ritorno Gades gli chiude le porte; egli fa attirare fuori i suoi magistrati, i sufeti, e li fa crocifiggere.

Necropoli punica di Puig des Molins a Ibiza
Necropoli punica di Puig des Molins, a Ibiza (Ebusus): la città punica rifornisce Magone nel 206.
Fromboliere baleare
Fromboliere baleare: i tiri dei Maiorchini respingono la flotta di Magone.
Inverno 206/205

Ebusus, Maiorca, Minorca

Magone fa vela verso le Baleari. Ebusus (Ibiza), città punica, lo accoglie e lo rifornisce. A Maiorca i frombolieri, i più temuti del Mediterraneo, impediscono lo sbarco.

A Minorca sbarca, recluta 2 000 ausiliari che invia a Cartagine e sverna sull'isola. La tradizione fa derivare dal suo nome quello del porto di Mahón (Portus Magonis).

205 – 203 · il secondo fronte

La Liguria, poi il mare

Nella primavera del 205 Magone sbarca sulla costa ligure con 12 000 fanti e 2 000 cavalieri, prende Genova e si allea con i popoli liguri e gallici. Cartagine gli invia rinforzi. Si tratta di costringere Roma a dividere le sue legioni nel momento in cui Scipione prepara l'invasione dell'Africa, e di tendere la mano ad Annibale, bloccato nel Bruzio.

Nel 203 affronta in Insubria il pretore Quintilio Varo e il proconsole Cornelio Cetego. Ferito alla coscia, si ritira. Richiamato da un Senato disperato per difendere Cartagine minacciata da Scipione, si imbarca per l'Africa ma muore per la ferita in mare, al largo della Sardegna, senza rivedere la terra natale.

Cornelio Nepote riferisce altre tradizioni che lo fanno morire più tardi, naufrago o ucciso dai suoi stessi schiavi.

GenovaSavonaInsubriaSardegna
Shekel barcide con l'elefante
Shekel barcide con l'elefante. Nel 205 Cartagine invia a Magone 6 000 fanti, 800 cavalieri e 7 elefanti (Tito Livio, XXIX, 4).
Correzioni storiche

Ciò che Magone non fu

  • Non «l'ultimo dei Barcidi»: il fratello maggiore Annibale gli sopravvisse vent'anni, fino al 183.
  • L'«imboscata» associata al suo nome non è quella di Canne, ma quella della Trebbia (218); a Canne combatteva al centro.
  • Le sue campagne in Hispania non iniziano nel 210: vi arriva già nel 215 e vi resta fino al 206.
  • Non va confuso con Magone l'Agronomo, autore cartaginese di un trattato di agricoltura in 28 libri.
Eredità

Il sacrificio assoluto

Per i Barca, Cartagine non era soltanto una città: era un dovere sacro. Da Amilcare a Magone, ognuno consacrò la propria vita alla sopravvivenza della patria. Magone morì in mare mentre tornava a difenderla.

Il suo nome resta legato a Minorca, dove il porto di Mahón porterebbe il suo nome, e all'immagine degli anelli d'oro di Canne, simbolo dell'élite romana decimata.

Magone l'Agronomo, l'altro Magone →
Pour aller plus loin

Sources de cette page

5 références

Sources antiques

  1. Polibio, StorieIII, 71 — la Trebbia, Canne, Ilipa
  2. Tito Livio, Storia di RomaXXIII, 12–13; XXIX, 4 — gli anelli di Canne, la replica di Annone, rinforzi del 205
  3. Cornelio Nepote, Vita di Annibale — altre tradizioni sulla sua morte

Travaux modernes

  1. Yann Le Bohec, Histoire militaire des guerres puniques, 2003 — opera di riferimento (bibliografia del sito)
  2. Serge Lancel, Carthage, 1992 — opera di riferimento (bibliografia del sito)

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