
Terme di Antonino
Erette tra il 145 e il 162, dopo un grande incendio, tra le più vaste dell'Impero romano. Si conserva solo il livello inferiore, quello degli ambienti di servizio (Ennabli e Slim).
La città punica bruciò nel 146. Sulle sue rovine un'altra Cartagine visse sette secoli, poi si spense, servì da cava, prima di rinascere come comune e patrimonio mondiale.

di città romana, vandala poi bizantina, dal 29 a.C. al 698
posti nell'anfiteatro romano, di cui resta solo l'arena
iscrizione del sito archeologico nel patrimonio mondiale dell'UNESCO
abitanti nel comune di Cartagine al censimento del 2014
Ogni epoca ha costruito sulla precedente, o con le sue pietre.
Metropoli dell'Africa romana, Cartagine diventa uno dei centri del cristianesimo latino: i suoi autori plasmano la lingua teologica dell'Occidente e i suoi vescovi riuniscono numerosi concili.
Nato a Cartagine, primo grande scrittore cristiano di lingua latina. Il suo Apologetico difende la causa dei cristiani contro le accuse pagane.
Una giovane nobile e la sua schiava, martirizzate nell'anfiteatro di Cartagine. Il racconto della loro passione riprende il diario di Perpetua.
Vescovo di Cartagine verso il 249, guida la sua Chiesa durante la persecuzione di Decio, poi viene decapitato sotto Valeriano.
Nato a Tagaste, studia e poi insegna retorica a Cartagine. Vescovo di Ippona, vi torna spesso per predicare e partecipare ai concili.
Lingua punica, sufeti e dèi ribattezzati: vedi anche la presa di Cartagine →
Questa muratura a telaio di pilastri in pietra, già presente a Kerkouane, si ritrova in epoca romana fino al Capitolium di Dougga.
Favorite da bei marmi, le botteghe d'Africa diffondono in tutto l'Impero i loro bestiari e le loro scene mitologiche.
Thinissut, Bou Kornine, El Hofra vicino a Cirta, stele «della Ghorfa»: il Saturno africano, erede di Baal, resta venerato fino all'inizio del IV secolo (Lancel).
Alcune città romane d'Africa eleggono ancora sufeti nel II secolo; alcune ne contano tre, il che certi semitisti leggono come un apporto berbero (Lipinski).
Consegnate ai re numidi nel 146, sarebbero servite a Sallustio per la sua Guerra giugurtina; la questione resta discussa, e all'epoca di Agostino non sono più che un ricordo.
Per Stéphane Gsell, poi per M'hamed Hassine Fantar, la lunga sopravvivenza di una lingua semitica potrebbe aver facilitato l'arabizzazione del Maghreb.

Resti soprattutto romani, con isole puniche, sparsi in una città residenziale.

Erette tra il 145 e il 162, dopo un grande incendio, tra le più vaste dell'Impero romano. Si conserva solo il livello inferiore, quello degli ambienti di servizio (Ennabli e Slim).

Sotto il foro romano, un quartiere di abitazioni dell'inizio del II sec. a.C.: bottega sulla strada, cisterna nel sottosuolo, corridoio verso un cortile (Lipinski). In cima, il museo nazionale e l'Acropolium, l'antica cattedrale.
La fondazione →
Due lagune conservano la forma dei bacini: il porto mercantile e il porto militare circolare con il suo isolotto dell'Ammiragliato (Stager, Hurst).
L'economia →
Recinto sacro di Tanit e di Baal Hammon. La tesi dei sacrifici di bambini, a lungo accettata, è contestata da specialisti come Sabatino Moscati.
La religione →
Vicino al teatro, la «villa dell'uccelliera» deve il nome al suo mosaico. I grandi mosaici di Cartagine, come quello del Dominus Julius, si trovano al museo del Bardo.
Concepito per circa 5 000 spettatori, all'inizio del XX secolo era ridotto a una rovina; ampiamente restaurato, ospita il Festival internazionale di Cartagine.
Solo l'arena ha resistito a più di mille anni di saccheggi. Perpetua e Felicita vi furono martirizzate nel 203.
Ne resta solo una lunga depressione nel paesaggio.
Immensi serbatoi romani al termine dell'acquedotto di Zaghouan. Poco lontano, il cimitero degli officiales, impiegati del proconsole (Le Bohec).
La difficoltà principale è la dispersione: i resti formano isole in mezzo a ville e giardini. Il TGM, che attraversa il comune (stazioni Salammbô, Byrsa, Dermech, Hannibal…), permette di passare da un polo all'altro.
L'assedio, la caduta di Byrsa e il mito del sale.
Da Kerkouane a Cartagena, i siti da visitare.
Il nome dell'Africa, il comune, i festival.
Ciò che Roma ha raccontato, ciò che sappiamo.