Cartagine · Lingua e scrittura

Lingua e scrittura puniche

Ventidue consonanti, scritte da destra a sinistra: l'alfabeto venuto dalla Fenicia ha veicolato la lingua di Cartagine per secoli — ed è all'origine del nostro.

Lingua semiticaScrittura da destra a sinistra22 lettere
Cartagine, in punico

Qrtḥdšt

Qart-ḥadasht, «la Città nuova»: il nome di Cartagine come lo scrivevano i suoi abitanti, senza vocali.

22

lettere, tutte consonanti: l'alfabeto fenicio

0

vocale annotata nella scrittura fenicia classica

~800

a.C.: la stele di Nora, IX–VIII sec. (Sardegna), una delle più antiche iscrizioni fenicie d'Occidente

~400

d.C.: sant'Agostino sente ancora parlare punico nelle campagne

Le 22 lettere

L'alfabeto fenicio

Ogni lettera porta il nome di una parola che inizia con essa. Il significato di questi nomi è tradizionale; per alcuni resta incerto.

  1. 1ʾālepʾ · bueΑ · A · ا
  2. 2bētb · casaΒ · B · ب
  3. 3gīmlg · cammelloΓ · C, G · ج
  4. 4dāletd · portaΔ · D · د
  5. 5hēh · incertoΕ · E · ه
  6. 6wāww · gancioϜ, Υ · F, V, U, W, Y · و
  7. 7zayinz · armaΖ · Z · ز
  8. 8ḥētḥ · recintoΗ · H · ح
  9. 9ṭētṭ · incertoΘ · ط
  10. 10yōdy · manoΙ · I, J · ي
  11. 11kapk · palmoΚ · K · ك
  12. 12lāmedl · pungoloΛ · L · ل
  13. 13mēmm · acquaΜ · M · م
  14. 14nūnn · pesceΝ · N · ن
  15. 15sāmeks · sostegnoΞ · س
  16. 16ʿayinʿ · occhioΟ · O · ع
  17. 17pēp · boccaΠ · P · ف
  18. 18ṣādēṣ · incertoϺ · ص
  19. 19qōpq · incertoϘ · Q · ق
  20. 20rēšr · testaΡ · R · ر
  21. 21šīnš · denteΣ · S · ش
  22. 22tāwt · segnoΤ · T · ت

Sotto ogni lettera: traslitterazione scientifica, significato tradizionale del nome, poi la lettera greca che ne deriva, la lettera latina che ne discende (quando esiste) e la lettera araba corrispondente. L'antico ordine dell'alfabeto arabo — abjad, hawwaz, ḥuṭṭī… — segue ancora quello dei Fenici.

Tocca a voi

Scrivete il vostro nome in fenicio

Digitate un nome (in lettere latine o arabe): ogni suono viene sostituito dalla lettera fenicia più vicina.

Lettere: ḥēt, ʾālep, nūn, nūn, yōd, bēt, ʾālep, lāmed

  • H → ḥēt
  • A → ʾālep
  • N → nūn
  • N → nūn
  • I → yōd
  • B → bēt
  • A → ʾālep
  • L → lāmed

Approssimazione ludica: l'alfabeto fenicio non aveva vocali e alcuni suoni non esistevano (v, j, é…). Il vero Annibale si scriveva (Ḥnbʿl, «grazia di Baal»), da destra a sinistra.

Una lingua semitica

Dal fenicio al punico, poi al neopunico

IX – VIII sec. a.C.La stele di Nora, in Sardegna, mostra la scrittura fenicia già radicata nel Mediterraneo occidentale.
VIII – II sec. a.C.Il punico, fenicio d'Occidente, diventa la lingua comune del mondo cartaginese, con una pronuncia propria segnata dal libico (Lancel).
III – I sec. a.C.I regni numidi lo adottano come lingua del potere: le loro monete recano legende puniche (Lancel).
Dopo il 146La caduta di Cartagine non spegne la lingua. La scrittura «neopunica», più corsiva, annota ormai alcune vocali; si incidono ancora iscrizioni nel I e II sec. d.C.
IV sec. d.C.Il punico si scrive in lettere latine (Lancel): l'alfabeto cambia, la lingua rimane.
Sant'Agostino, verso il 400

«Chiedete ai nostri contadini che cosa sono: rispondono in punico “Chanani”.»

Agostino, Epistolae ad Romanos inchoata expositio, 13

Il passo è spesso citato come prova che il punico era ancora parlato e che i suoi parlanti si dicevano «Cananei». Ma il testo è retorico e i suoi manoscritti divergono; Gabriel Camps vi vede piuttosto una parlata libica, poiché punicus significava spesso «africano» in quest'epoca.

Ipotesi

Per Stéphane Gsell, e poi M'hamed Hassine Fantar, la sopravvivenza di una lingua semitica in Nord Africa avrebbe potuto facilitare, secoli dopo, l'arabizzazione del Maghreb.

Epigrafia

Ciò che dicono le pietre

In mancanza di libri, le iscrizioni sono la nostra principale fonte scritta. Sono numerose, ma spesso brevi e ripetitive.

Stele punica con il segno di Tanit
Stele con il segno di Tanit, Museo del Louvre
Migliaia di stele

Le stele del tofet

I tofet di Cartagine e di altre città ne hanno restituite migliaia, raccolte nel Corpus Inscriptionum Semiticarum. I loro testi sono molto stereotipati: dicono poco sulla storia della città e contengono un numero limitato di nomi propri.

lrbt ltnt pn bʿl wlʾdn lbʿl ḥmn

«Alla Signora Tanit, volto di Baal, e al Signore Baal Hammon»: la formula di dedica che apre gran parte delle stele di Cartagine.

Su questi dèi e sul dibattito intorno al tofet, vedi la pagina religione.

Marsiglia, 1845

La tariffa di Marsiglia

Rinvenuto nel porto di Marsiglia, questo regolamento fissa, animale per animale, la parte dovuta ai sacerdoti per ogni sacrificio. Gli specialisti gli attribuiscono un'origine cartaginese.

Musée de la Vieille Charité, Marsiglia
Verso il 500 a.C.

Le lamine di Pyrgi

Tre lamine d'oro scoperte nel 1964 nel porto di Caere: due in etrusco, una in fenicio. Il re Thefarie Velianas vi dedica un luogo sacro a Uni-Astarte.

Villa Giulia, Roma
II sec. a.C.

La bilingue di Dougga

Sul mausoleo libico-punico di Dougga, uno stesso testo in punico e in libico — una chiave per decifrare la scrittura libica. Il blocco fu asportato nel 1842 dal console britannico Thomas Reade.

British Museum, Londra
Monete

Lettere di metallo

Anche le legende delle monete, puniche e poi numide, sono iscrizioni: mostrano come la forma delle lettere vari secondo i luoghi e le epoche.

Cartagine, Bardo, British Museum
Una letteratura perduta

Biblioteche senza libri

Cartagine possedeva biblioteche, dove circolava anche la letteratura greca. Vi si scriveva di diritto, storia, geografia; alcuni filosofi cartaginesi sono noti grazie a Diogene Laerzio e Giamblico.

Nel 146, secondo Plinio il Vecchio, il Senato romano donò queste biblioteche ai re numidi e fece tradurre soltanto Magone. Sallustio dice di aver consultato «libri punici» attribuiti al re Iempsale; poi se ne perdono le tracce.

Plinio, Storia naturale, XVIII, 22 · Sallustio, La guerra giugurtina, 17
Ciò che è sopravvissuto

Frammenti, tramandati da altri

MagoneTrattato di agronomia in 28 libri, unica opera punica tradotta in latino per ordine del Senato; noto grazie a Varrone, Columella e Plinio. Magone l'Agronomo →
AnnoneIl racconto del suo periplo ci è giunto in greco, come traduzione di un testo punico esposto in un tempio; la sua interpretazione resta discussa. Annone il Navigatore →
ClitomacoNato a Cartagine con il nome di Asdrubale, diresse l'Accademia platonica di Atene nel II sec. a.C. — ma scriveva in greco.
AnnaliStoria, diritto, geografia: questi scritti sopravvivono solo attraverso rare allusioni degli autori greci e latini.
Eredità

L'alfabeto che ha conquistato il mondo

I Greci presero in prestito l'alfabeto dai Fenici e vi aggiunsero le vocali. Attraverso di loro, poi gli Etruschi e i Romani, è diventato il nostro.

Filiazioni

Due grandi rami

  1. Verso ovestFenicioGrecoEtruscoLatinoAlfabeti europei
  2. Verso estFenicioAramaicoNabateoArabo
  3. InoltreAramaicoEbraico quadrato
Stessa lettera, tre alfabeti

Da ʾālep ad A

Corrispondenze tra lettere fenicie, greche e latine
FenicioGrecoLatino
ʾālepΑA
bētΒB
dāletΔD
mēmΜM
ʿayinΟO
rēšΡR

I Greci riutilizzarono come vocali alcune consonanti che non esistevano nella loro lingua: ʾālep diventa alfa (A), ʿayin diventa omicron (O).

Pour aller plus loin

Sources de cette page

12 références

Sources antiques

  1. Agostino, Epistolae ad Romanos inchoata expositio13
  2. Plinio il Vecchio, Storia naturaleXVIII, 22
  3. Sallustio, La guerra giugurtina17
  4. Diogene Laerzio, Vite e dottrine dei filosofi illustri — filosofi cartaginesi (Clitomaco)
  5. Giamblico, Vita di Pitagora — filosofi cartaginesi
  6. Anonimo, Periplo di Annone

Travaux modernes

  1. Académie des inscriptions et belles-lettres, Corpus Inscriptionum Semiticarum, Parigi, dal 1881
  2. Serge Lancel, Carthage, Fayard, 1992
  3. Gabriel Camps — citato nella pagina (significato di punicus)
  4. Stéphane Gsell, Histoire ancienne de l'Afrique du Nord, Hachette, 1920
  5. M'hamed Hassine Fantar — citato nella pagina (sopravvivenza del punico e arabizzazione)
  6. Wikipedia, Carthage ; Civilisation carthaginoise — CC BY-SA 4.0, contenuti riformulati

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