Moneta numida con testa barbuta e laureata, attribuita a Massinissa
Moneta numida attribuita a Massinissa — British Museum
Biografia · Numidia

c. 238 – 148 a.C.

Massinissa

Re dei Numidi — alleato di Cartagine, poi di Roma

Formatosi a Cartagine, combatte dapprima per lei in Hispania, passa a Roma nel 206, decide la battaglia di Zama, poi regna per oltre mezzo secolo su una Numidia unificata, sedentarizzata e rivolta al Mediterraneo. Cartagine non ebbe vicino più temibile.

~90

anni alla sua morte, nel 148: monta ancora a cavallo senza aiuto (Polibio)

54

anni di regno sulla Numidia, dal 202 al 148

4 000

cavalieri numidi al suo fianco a Zama, nel 202 (Tito Livio, XXX, 29)

44

figli, secondo una tradizione antica: la cifra varia da un autore all'altro

Un principe massilo

Educato a Cartagine

Massinissa è figlio di Gaia, re dei Massili, il popolo numida dell'est, il cui territorio confinava con quello di Cartagine. A ovest regnava Siface, re dei Masesili. Secondo Appiano, il giovane principe fu istruito a Cartagine, come altri figli dell'aristocrazia numida: ne conosceva la lingua, i costumi e le grandi famiglie.

Questa educazione punica non è un dettaglio. Per tutta la vita Massinissa governa alla maniera di un sovrano mediterraneo, con il punico come lingua dell'amministrazione e delle iscrizioni reali — rivolgendo però contro Cartagine ciò che aveva imparato da lei.

Popolo: MassiliPadre: GaiaCapitale: Cirta
Il suo nome
MSNSN

Così le iscrizioni puniche di Dougga scrivono il suo nome. Greci e Latini ne fecero Massanassès, Masinissa o Massinissa. Il significato del nome, talvolta accostato al berbero, resta un'ipotesi.

Cronologia

Una vita di novant'anni

c. 238Nascita — Figlio del re massilo Gaia. Tito Livio (Periochae, 50) lo dice morto a oltre novant'anni.
212 – 206Al servizio di Cartagine — Alla testa della cavalleria numida, combatte in Hispania al fianco dei generali cartaginesi. Nel 211 i suoi cavalieri contribuiscono alla sconfitta e alla morte dei due Scipioni, Publio e Gneo (Tito Livio, XXV, 34).
206Ilipa, poi il voltafaccia — Dopo la sconfitta cartaginese di Ilipa, incontra segretamente il romano Silano e poi Scipione, che gli aveva restituito senza riscatto il nipote Massiva, catturato nel 209 (Tito Livio, XXVII, 19; XXVIII, 35).
c. 206 – 205Un regno perduto — Gaia muore; la successione si lacera tra suo fratello Ezalce e i nipoti. Massinissa riprende il potere, ma Siface, alleato di Cartagine grazie al matrimonio con Sofonisba, lo scaccia. Braccato, sopravvive sulle montagne con pochi cavalieri (Tito Livio, XXIX, 29–33).
204Con Scipione in Africa — Raggiunge l'esercito romano sbarcato presso Utica.
203Cirta e Sofonisba — Vittoria dei Campi Magni; Siface è catturato, Cirta si arrende. Massinissa sposa Sofonisba, poi, intimato da Scipione di consegnarla, le fa portare il veleno. Scipione lo saluta con il titolo di re.
202Zama — Comanda l'ala destra romana con circa 6 000 fanti e 4 000 cavalieri. La sua cavalleria, tornata alle spalle di Annibale, chiude la battaglia.
201Re riconosciuto — Il trattato di pace gli riconosce il regno e le terre «dei suoi antenati», senza tracciarne i confini.
201 – 148Il regno — Signore dei Massili e della maggior parte del regno di Siface, unifica la Numidia da Cirta, sviluppa l'agricoltura e le città, ed erode il territorio di Cartagine.
150La guerra contro Cartagine — Cartagine, allo stremo, prende le armi contro di lui; il suo esercito è accerchiato e distrutto. Roma vi trova il pretesto della terza guerra punica.
148Morte — Muore all'inizio dell'assedio di Cartagine. Su sua richiesta, Scipione Emiliano regola la successione tra i suoi tre figli legittimi.

Tra Cartagine e Roma

Tre momenti, tre alleanze: la scelta di campo di Massinissa segue sempre gli interessi del suo regno.

Hispania · 212 – 206

Il cavaliere di Cartagine

Per sei anni serve Cartagine in Hispania. La sua cavalleria leggera tormenta i Romani, e Tito Livio gli attribuisce un ruolo nel disastro degli Scipioni nel 211. È ancora nel campo punico a Ilipa.

Numidia · 206 – 203

La rivalità con Siface

Cartagine punta su Siface, più potente, e suggella l'alleanza con il matrimonio di Sofonisba, figlia di Asdrubale figlio di Giscone. Estromesso, Massinissa non ha altra carta che Roma. L'episodio di Sofonisba, nel 203, mostra fin dove arrivasse la sua dipendenza da Scipione.

Sofonisba →
Africa · 202

Zama

Di fronte ad Annibale, la cavalleria numida, di solito l'arma di Cartagine, combatte questa volta per Roma. Massinissa e Lelio disperdono i cavalieri avversari e poi tornano a colpire alle spalle la fanteria punica.

Annibale →

Costruire un regno

Oltre cinquant'anni di regno: ciò che le fonti ricordano della Numidia di Massinissa.

Le gole del Rhumel e la città vecchia di Costantina, l'antica Cirta
Cirta (Costantina), la capitale: una rupe circondata dalle gole del Rhumel.
Cirta

Una capitale reale

Antica piazzaforte di Siface, Cirta diventa il centro del regno unificato. Vi si stabiliscono mercanti greci e italici; la città conserverà a lungo una cultura punica.

Agricoltura

Da nomadi a contadini

Polibio gli attribuisce il merito di aver mostrato che la Numidia, ritenuta sterile, poteva ospitare ogni coltura; avrebbe dato a ciascuno dei suoi figli vasti possedimenti. Gli storici sfumano: l'agricoltura numida è anteriore a lui, ma egli la incoraggiò.

Moneta

Una monetazione reale

Bronzi con testa barbuta e laureata al dritto, cavallo al rovescio, con lettere puniche, sono attribuiti a Massinissa o ai suoi successori. L'attribuzione precisa delle emissioni resta discussa.

Ellenizzazione

Un re mediterraneo

Invia grano in Grecia; a Delo gli vengono dedicate statue. Uno dei suoi figli, Mastanabale, vince una corsa di carri alle Panatenee di Atene. La corte parla punico e guarda al mondo ellenistico.

Polibio, che lo incontrò

« La sua impresa più grande e più ammirevole fu questa: mentre tutta la Numidia era fino ad allora ritenuta sterile e incapace di produrre frutti coltivati, egli fu il primo e il solo a mostrare che poteva produrli tutti, al pari di qualsiasi altra regione. »

Polibio, Storie, XXXVI, 16 (traduzione adattata)
Di fronte a Cartagine · 201 – 150

Il vicino che erodeva Cartagine

Il trattato del 201 vieta a Cartagine qualsiasi guerra senza l'accordo di Roma e lascia Massinissa libero di rivendicare le terre «dei suoi antenati». Per mezzo secolo egli ne approfitta: gli Emporia della Piccola Sirte, poi la regione di Thugga e i Campi Magni passano sotto il suo controllo, e Roma, chiamata ad arbitrare, gli dà quasi sempre ragione.

Questa lunga pressione, fino alla guerra del 150 che fornisce a Roma il suo pretesto, è raccontata nel dettaglio nella pagina dedicata alla presa di Cartagine.

Massinissa e la caduta di Cartagine →
L'essenziale
193Prime usurpazioni sugli Emporia (Tito Livio).
162 – 161Roma gli dà ragione sugli Emporia (Polibio).
153 – 152Campi Magni, regione di Thugga (Appiano).
150Cartagine prende le armi; il suo esercito è annientato.

Morte e tombe

Dove riposa Massinissa? Nessuna tomba gli è attribuita con certezza.

Il mausoleo libico-punico di Dougga, torre a piani coronata da una piramide
Mausoleo libico-punico di Dougga (II sec. a.C.): un monumento principesco numida.
Successione · 148

Un regno diviso in tre

Massinissa muore nel 148, mentre le legioni assediano Cartagine. Aveva avuto numerosi figli — Tito Livio riferisce che ne generò ancora uno dopo gli ottantasei anni (Periochae, 50). Scipione Emiliano, incaricato della sistemazione, divide il potere tra i suoi tre figli legittimi: Micipsa riceve Cirta e il governo, Gulussa la guerra, Mastanabale la giustizia (Appiano, Libyca, 106).

Il culto del re defunto è attestato: a Dougga, un'iscrizione bilingue, libica e punica, commemora nel 139 la costruzione di un santuario dedicato a Massinissa, nel decimo anno del regno di Micipsa.

Il Medracen, grande tomba circolare a gradoni presso Batna
Il Medracen (Algeria), tomba reale numida molto anteriore a Massinissa.
Attribuzione discussa

La tomba di chi?

Il mausoleo di Dougga recava un'iscrizione bilingue, oggi al British Museum, che nomina un certo Ateban, figlio di Iepmatath: vi si vede per lo più la tomba di un principe numida, e l'ipotesi di un cenotafio di Massinissa non è dimostrata. Vicino a Cirta, la Soumâa di El Khroub è stata proposta come tomba di Massinissa o di Micipsa, anche qui senza prove decisive. Il Medracen, più antico, mostra che la regalità numida costruiva già grandi tombe prima di lui.

Fonti

Da dove viene ciò che sappiamo

Tito Livio, libri XXV–XXXGli anni in Hispania, la guerra di successione, l'esilio, Sofonisba e Zama; il riassunto del libro L (Periochae) ne riferisce la morte.
Polibio, StorieTestimone diretto: incontrò il re. Ritratto del suo vigore e della sua opera agricola (XXXVI, 16); conflitti con Cartagine (XXXI, 21).
Appiano, LibycaL'educazione a Cartagine, le usurpazioni degli anni 150, la successione regolata da Scipione Emiliano (106).
Iscrizioni di DouggaTesti libici e punici del II secolo: il nome MSNSN, la genealogia reale, il santuario del 139.
Sallustio, Guerra giugurtinaIl ricordo di Massinissa nella sua discendenza, visto da un Romano del I secolo.
Eredità

Il primo grande re dell'Africa del Nord

Massinissa lascia uno Stato numida unificato, potente e alleato di Roma — forse troppo potente per i gusti di Roma. La sua discendenza e la sua memoria hanno attraversato i secoli.

Micipsa

Unico re dopo la morte dei fratelli, regna fino al 118 da Cirta e prosegue l'opera del padre.

Giugurta

Nipote di Massinissa tramite Mastanabale, tiene testa a Roma dal 112 al 105: Sallustio ne fa il racconto.

Algeria

Figura fondatrice rivendicata dalla memoria nazionale algerina: statue, nomi di strade, di città e di istituzioni.

Memoria amazigh

Per il movimento amazigh incarna un potere nordafricano autonomo, anteriore a Roma.

Tunisia

Dougga, Makthar e il nord-ovest tunisino facevano parte del suo regno; la sua figura appartiene anche alla storia tunisina.

Pour aller plus loin

Sources de cette page

7 références

Sources antiques

  1. Tito Livio, Storia di RomaXXV, 34; XXVII, 19; XXVIII, 35; XXIX, 29–33; XXX, 29 — Hispania, guerra di successione, esilio, Sofonisba, Zama; usurpazioni del 193
  2. Tito Livio, PeriochaeL — riassunto del libro L: l'età del re e la sua morte
  3. Polibio, StorieXXXI, 21; XXXVI, 16 — testimone diretto: vigore del re, opera agricola, conflitti con Cartagine
  4. Appiano, Libyca106 — educazione a Cartagine, usurpazioni degli anni 150, successione regolata da Scipione Emiliano
  5. Sallustio, Guerra giugurtina — la discendenza di Massinissa, fino a Giugurta
  6. Iscrizioni libiche e puniche di DouggaII sec. a.C. — il nome MSNSN, la genealogia reale, il santuario del 139

Travaux modernes

  1. Stéphane Gsell, Histoire ancienne de l'Afrique du Nord, Hachette, 1913–1928 — opera di riferimento sui regni numidi (non citata esplicitamente nella pagina)

Toute la bibliographie →Glossaire →

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