
IX secolo a.C. · fondazione verso l'814
Elissa-Didone
Principessa di Tiro, fuggiasca e fondatrice: una sovrana fenicia che trasformò un esilio forzato nella nascita di una città, Qart-Ḥadasht, la «Città nuova».
a.C.: data di fondazione accolta da Timeo
giovani cipriote condotte verso l’Africa (Giustino)
pelle di bue per delimitare il colle di Byrsa
anni di Cartagine punica, fino al 146 a.C.
Elissa
È il nome che le danno Timeo e Giustino, probabilmente trascrizione di un nome fenicio. Oggi i tunisini la chiamano Elissa (عليسة).
Didone
Secondo Timeo, i Libi l'avrebbero soprannominata Deidô, «l'errante», per i suoi lunghi viaggi. È il nome che sceglie Virgilio.
Una vita, da Tiro a Byrsa
La pelle di bue
Giunta sulla costa dell'attuale Tunisia, Elissa chiede agli abitanti tanta terra quanta ne può coprire una pelle di bue. La taglia in strisce così sottili da circondare un intero colle: Byrsa.
I Greci spiegavano così il nome della cittadella (bursa, «il cuoio»), che deriva probabilmente da una parola semitica che indica una fortezza. La leggenda dice l'essenziale: l'intelligenza e la diplomazia prevalgono sulla forza.
« Tanta terra quanta ne potesse coprire una pelle di bue. »
Da Giustino, XVIII, 5

Due racconti, due regine
Il racconto fenicio trasmesso dai Greci e la sua riscrittura romana.
L'amante abbandonata
Virgilio fa di Didone l'amante di Enea, che la abbandona per ordine degli dèi per andare a fondare Roma; lei si uccide per la disperazione maledicendo la sua discendenza e invoca un vendicatore: Annibale.
Un mito fondativo romano, che spiega l'odio tra Roma e Cartagine, ma riduce una sovrana a una donna in lacrime.
La regina sovrana
Nella tradizione più antica Enea non compare. Elissa è una costruttrice di Stato che muore per restare fedele ad Acerba e preservare l'indipendenza della sua città di fronte a Iarba.
E la cronologia è impossibile: la caduta di Troia, datata tradizionalmente verso il 1184 a.C., precede di oltre tre secoli la fondazione di Cartagine.

Morta per la sua città
Incalzata da Iarba e dai suoi stessi notabili, Elissa finge di acconsentire alle nozze. Fa erigere un rogo alle porte della città, come per placare l'ombra del primo marito, poi si uccide davanti al suo popolo: raggiunge il marito, dice, come le era stato chiesto.
Secondo Giustino, fu venerata come una dea finché Cartagine rimase invitta.
Che cosa dicono gli Antichi
Quamdiu Carthago invicta fuit, pro dea culta est.
« Finché Cartagine rimase invitta, fu onorata come una dea. »
Exoriare aliquis nostris ex ossibus ultor.
« Sorgi dalle nostre ossa, o vendicatore, chiunque tu sia. »
Dux femina facti.
« Una donna guida l'impresa. »
Da dove viene ciò che sappiamo
L'eredità di una fondatrice
Una città di sette secoli
Cartagine, dall'814 al 146 a.C., divenne la grande potenza marittima del Mediterraneo occidentale, rivale di Roma per oltre un secolo.
Radici tirie
Navigazione, commercio, alfabeto, culto di Melqart: l'eredità di Tiro formò il DNA della cultura cartaginese.
Una regina nelle arti
Ovidio (Eroidi, VII), Purcell (Dido and Aeneas, 1689), Berlioz (Les Troyens), Guérin e Turner (1815): Didone attraversa la letteratura, l'opera e la pittura.
Un simbolo tunisino
Elissa resta oggi, in Tunisia, la figura fondatrice per eccellenza, simbolo di intelligenza politica e di sovranità.

Pour aller plus loinSources de cette page
6 références
Sources antiques
- Giustino, Epitome delle Storie filippiche di Pompeo TrogoXVIII, 5; XVIII, 6 — la fonte principale del racconto
- Timeo di Tauromenio — frammenti trasmessi da altri autori: data dell'814, nome di Didone
- Flavio Giuseppe, Contro ApioneI, 18 — cita Menandro di Efeso
- Virgilio, EneideI, 364; IV, 625 — la versione romana, poetica
- Appiano, Libyca — l'astuzia della pelle di bue
- Ovidio, EroidiVII

