Enea racconta a Didone le sventure di Troia, di Pierre-Narcisse Guérin
P.-N. Guérin, Enea racconta a Didone le sventure di Troia (1815)
Regina fondatrice · Tiro → Cartagine

IX secolo a.C. · fondazione verso l'814

Elissa-Didone

Principessa di Tiro, fuggiasca e fondatrice: una sovrana fenicia che trasformò un esilio forzato nella nascita di una città, Qart-Ḥadasht, la «Città nuova».

814

a.C.: data di fondazione accolta da Timeo

80

giovani cipriote condotte verso l’Africa (Giustino)

1

pelle di bue per delimitare il colle di Byrsa

668

anni di Cartagine punica, fino al 146 a.C.

Il suo nome fenicio

Elissa

È il nome che le danno Timeo e Giustino, probabilmente trascrizione di un nome fenicio. Oggi i tunisini la chiamano Elissa (عليسة).

Il suo soprannome

Didone

Secondo Timeo, i Libi l'avrebbero soprannominata Deidô, «l'errante», per i suoi lunghi viaggi. È il nome che sceglie Virgilio.

Cronologia

Una vita, da Tiro a Byrsa

TiroUna principessa — Figlia del re Mutto (Belo in Virgilio), sorella di Pigmalione. Il re lascia il trono ai due figli; il popolo lo affida a Pigmalione, ancora bambino.
MatrimonioAcerba — Elissa sposa lo zio Acerba (Sicheo in Virgilio), gran sacerdote di Melqart, l'Eracle tirio, secondo personaggio del regno dopo il re.
Il delittoPigmalione — Bramando i tesori di Acerba, Pigmalione lo fa assassinare.
La fugaL'astuzia del tesoro — Elissa finge di sottomettersi, carica l'oro sulle navi con alcuni nobili tirii e fa gettare in mare sacchi di sabbia spacciati per il tesoro: gli inviati del re, atterriti, la seguono.
CiproScalo — Il sacerdote dell'isola si unisce a lei con la famiglia, in cambio della promessa di un sacerdozio ereditario; 80 fanciulle vengono condotte come spose per i coloni.
c. 814 a.C.Arrivo in Africa — Acquista tanta terra quanta ne può coprire una pelle di bue. Utica, colonia tiria più antica, invia doni; gli abitanti vicini vengono a commerciare.
FondazioneDue presagi — Scavando le fondamenta si trova una testa di bue, terra fertile ma servitù, poi, più in là, una testa di cavallo: presagio di un popolo guerriero e potente.
IarbaIl ricatto — Il re dei Maxitani pretende di sposare Elissa, minacciando la guerra; i notabili cartaginesi la spingono ad accettare.
La morteIl rogo — Fa erigere un rogo, fingendo un sacrificio ai mani del marito, vi sale e si trafigge con una spada. Cartagine la onora come una dea.
Il genio della trattativa

La pelle di bue

Giunta sulla costa dell'attuale Tunisia, Elissa chiede agli abitanti tanta terra quanta ne può coprire una pelle di bue. La taglia in strisce così sottili da circondare un intero colle: Byrsa.

I Greci spiegavano così il nome della cittadella (bursa, «il cuoio»), che deriva probabilmente da una parola semitica che indica una fortezza. La leggenda dice l'essenziale: l'intelligenza e la diplomazia prevalgono sulla forza.

« Tanta terra quanta ne potesse coprire una pelle di bue. »

Da Giustino, XVIII, 5
Colle di Byrsa, Cartagine
Il colle di Byrsa, cuore di Cartagine

Due racconti, due regine

Il racconto fenicio trasmesso dai Greci e la sua riscrittura romana.

Virgilio, Eneide I e IV (19 a.C.)

L'amante abbandonata

Virgilio fa di Didone l'amante di Enea, che la abbandona per ordine degli dèi per andare a fondare Roma; lei si uccide per la disperazione maledicendo la sua discendenza e invoca un vendicatore: Annibale.

Un mito fondativo romano, che spiega l'odio tra Roma e Cartagine, ma riduce una sovrana a una donna in lacrime.

Timeo, Giustino

La regina sovrana

Nella tradizione più antica Enea non compare. Elissa è una costruttrice di Stato che muore per restare fedele ad Acerba e preservare l'indipendenza della sua città di fronte a Iarba.

E la cronologia è impossibile: la caduta di Troia, datata tradizionalmente verso il 1184 a.C., precede di oltre tre secoli la fondazione di Cartagine.

Stele punica con il segno di Tanit
Stele con il segno di Tanit
Il sacrificio

Morta per la sua città

Incalzata da Iarba e dai suoi stessi notabili, Elissa finge di acconsentire alle nozze. Fa erigere un rogo alle porte della città, come per placare l'ombra del primo marito, poi si uccide davanti al suo popolo: raggiunge il marito, dice, come le era stato chiesto.

Secondo Giustino, fu venerata come una dea finché Cartagine rimase invitta.

Gli dèi di Cartagine →

Che cosa dicono gli Antichi

Quamdiu Carthago invicta fuit, pro dea culta est.

« Finché Cartagine rimase invitta, fu onorata come una dea. »

Giustino, Epitome delle Storie filippiche, XVIII, 6

Exoriare aliquis nostris ex ossibus ultor.

« Sorgi dalle nostre ossa, o vendicatore, chiunque tu sia. »

Virgilio, Eneide, IV, 625: Didone invoca Annibale

Dux femina facti.

« Una donna guida l'impresa. »

Virgilio, Eneide, I, 364
Fonti e archivi

Da dove viene ciò che sappiamo

Timeo di TauromenioStorico greco (IV–III sec. a.C.): la più antica versione nota, che data la fondazione all'814 e spiega il nome di Didone.
Menandro di EfesoCitato da Flavio Giuseppe (Contro Apione, I, 18): la fuga di Elissa e la fondazione avvengono nel settimo anno del regno di Pigmalione.
GiustinoEpitome delle Storie filippiche di Pompeo Trogo, libro XVIII: la fonte principale del racconto (fuga, Cipro, pelle di bue, Iarba, rogo).
VirgilioEneide, libri I e IV: la versione romana romanzata, da leggere come opera poetica e politica, non come storia.
AppianoLibyca (II sec. d.C.): prospettiva greca sulle origini di Cartagine e sull'astuzia della pelle di bue.
Eredità

L'eredità di una fondatrice

Una città di sette secoli

Cartagine, dall'814 al 146 a.C., divenne la grande potenza marittima del Mediterraneo occidentale, rivale di Roma per oltre un secolo.

Radici tirie

Navigazione, commercio, alfabeto, culto di Melqart: l'eredità di Tiro formò il DNA della cultura cartaginese.

Una regina nelle arti

Ovidio (Eroidi, VII), Purcell (Dido and Aeneas, 1689), Berlioz (Les Troyens), Guérin e Turner (1815): Didone attraversa la letteratura, l'opera e la pittura.

Un simbolo tunisino

Elissa resta oggi, in Tunisia, la figura fondatrice per eccellenza, simbolo di intelligenza politica e di sovranità.

Didone costruisce Cartagine, di J. M. W. Turner
J. M. W. Turner, Didone costruisce Cartagine (1815)
Pour aller plus loin

Sources de cette page

6 références

Sources antiques

  1. Giustino, Epitome delle Storie filippiche di Pompeo TrogoXVIII, 5; XVIII, 6 — la fonte principale del racconto
  2. Timeo di Tauromenio — frammenti trasmessi da altri autori: data dell'814, nome di Didone
  3. Flavio Giuseppe, Contro ApioneI, 18 — cita Menandro di Efeso
  4. Virgilio, EneideI, 364; IV, 625 — la versione romana, poetica
  5. Appiano, Libyca — l'astuzia della pelle di bue
  6. Ovidio, EroidiVII

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