Il colle di Byrsa a Cartagine
Cartagine, il colle di Byrsa
Biografia · III sec. a.C.

Attivo c. 247 – fine del III sec. a.C.

Annone il Grande

L'uomo dell'Africa contro i Barca

Conquistatore dell'entroterra libico, generale sfortunato della guerra dei Mercenari, rivale di Amilcare e poi avversario dichiarato di Annibale: Annone incarna, per gli Antichi, la Cartagine dei grandi proprietari terrieri, che voleva la pace con Roma.

~247

presa di Ecatompilo, nell'entroterra libico (Diodoro)

3 000

ostaggi presi a Ecatompilo, e la città risparmiata (Diodoro, XXIV, 10)

~100

elefanti nel suo esercito davanti a Utica, nel 240 (Polibio, I, 74)

30

senatori inviati per riconciliarlo con Amilcare (Polibio, I, 87)

Un capofazione

Chi era Annone?

Non conosciamo la sua famiglia, né la data di nascita né quella di morte. Annone compare nelle fonti verso il 247, come generale dei Cartaginesi in Africa, e scompare dopo la seconda guerra punica. Il soprannome «il Grande» serve a distinguerlo dai numerosi omonimi; i testi lo chiamano per lo più semplicemente Annone.

Per Polibio come per Tito Livio, è la figura di spicco di una fazione: quella dei grandi proprietari della chôra africana, legati allo sfruttamento delle terre e ostili alle lontane avventure dei Barcidi. Il sito descrive queste rivalità nella pagina sulle istituzioni.

Fazione: aristocrazia terrieraRivali: Amilcare, AnnibaleFonti: Polibio, Tito Livio
Attenzione agli omonimi

Diversi Annone

  • Annone il navigatorePresunto autore del Periplo lungo l'Africa atlantica (V sec.?).
  • Annone, IV sec.Il cittadino più potente del suo tempo, che Giustino (XXI, 4) mostra mentre tenta di prendere il potere; anche lui talvolta detto «il Grande».
  • Annone in SardegnaInviato contro i mercenari ribelli dell'isola e crocifisso dalle sue stesse truppe (Polibio, I, 79).
  • Annone figlio di BomilcareProbabile nipote di Annibale, comandante della cavalleria al passaggio del Rodano nel 218.
Annone il navigatore →
Cronologia

Ciò che le fonti gli attribuiscono

c. 247Prima l'Africa — Generale in Africa mentre la guerra prosegue in Sicilia, prende Ecatompilo, città libica generalmente identificata con Theveste (Tébessa), identificazione probabile ma discussa (Diodoro, XXIV, 10; Polibio, I, 73).
241 – 240Di fronte ai mercenari — Incaricato di parlare ai mercenari radunati a Sicca, invoca la povertà dello Stato: quei soldati, che non ha comandato in Sicilia, diffidano di lui. Scoppia la rivolta (Polibio, I, 66–67).
240Utica — Con macchine da guerra e un centinaio di elefanti, scaccia i ribelli dal loro accampamento davanti a Utica, poi si lascia sorprendere dal loro ritorno (Polibio, I, 74).
240 – 238Amilcare e la discordia — Amilcare riceve un comando. Il disaccordo tra i due generali è tale che l'esercito è invitato a scegliere: tiene Amilcare, Annone viene messo da parte (Polibio, I, 82).
238 – 237La riconciliazione forzata — Dopo una sconfitta davanti a Tunisi, trenta senatori impongono la riconciliazione; Annone e Amilcare sconfiggono insieme Mato e pongono fine alla guerra (Polibio, I, 87–88).
221Contro la «regalità» barcide — Quando Asdrubale il Bello chiede il giovane Annibale in Hispania, Annone si oppone in Senato (Tito Livio, XXI, 3).
219 – 218Consegnare Annibale? — Dopo la presa di Sagunto, chiede che Annibale sia consegnato a Roma per evitare la guerra. Non viene ascoltato (Tito Livio, XXI, 10).
216Dopo Canne — Mentre Magone Barca annuncia la vittoria, consiglia di negoziare la pace da una posizione di forza (Tito Livio, XXIII, 12–13).
203Il rimprovero di Annibale — Richiamato dall'Italia, Annibale accusa la gelosia del Senato e di Annone di aver causato la sua sconfitta (Tito Livio, XXX, 20).

Due politiche per Cartagine

Nel III secolo due visioni si scontrano in Senato; le fonti le incarnano in due uomini.

Annone

La terra d'Africa

Estendere e sfruttare il territorio libico, fonte delle rendite dell'aristocrazia terriera; evitare una nuova guerra con Roma. Polibio ricorda la durezza di questa politica: durante la prima guerra punica si pretese dai contadini libici la metà dei raccolti (I, 72), il che spiega la loro adesione ai mercenari.

I Barcidi

Il mare e l'Hispania

Compensare la perdita della Sicilia con un impero in Hispania, ricco di argento e di soldati, e preparare la rivincita. Polibio (III, 8), riferendo l'opinione di Fabio Pittore, descrive i Barcidi che si appoggiano al favore del popolo; M. Sznycer esclude l'idea di una monarchia di tipo ellenistico.

Guerra dei Mercenari · 241 – 237

Un generale sfortunato

Primo generale incaricato della guerra, Annone è un buon organizzatore, riconosce Polibio, ma un mediocre comandante in campagna: sa radunare un esercito, non cogliere l'occasione. Il suo fallimento apre la strada ad Amilcare.

Sicca

Viene a chiedere ai soldati di rinunciare a una parte della paga. Il malinteso si trasforma in aperta rivolta.

L'accampamento davanti a Utica

Vittorioso al primo scontro grazie agli elefanti, rientra in città senza inseguire; i ribelli tornano e si impadroniscono del suo materiale.

Due generali, un esercito

La rivalità con Amilcare paralizza il comando: l'esercito decide a favore di Amilcare (Polibio, I, 82).

La vittoria comune

Riconciliato da una commissione del Senato, combatte accanto ad Amilcare l'ultimo esercito di Mato, sconfitto e catturato.

Annone in Senato, nel 221, secondo Tito Livio

Et aequum postulare videtur Hasdrubal, et ego tamen non censeo quod petit tribuendum. […] Vereor ne quandoque parvus hic ignis incendium ingens exsuscitet.

« La richiesta di Asdrubale sembra giusta, eppure non sono del parere di concedergli ciò che chiede. […] Temo che un giorno questa piccola scintilla accenda un immenso incendio. »

Tito Livio, Storia di Roma, XXI, 3

Contro la guerra di Annibale

Tre discorsi riportati da Tito Livio: dicono meno ciò che disse Annone che ciò che Roma voleva sentire.

221

Tenere il ragazzo a Cartagine

Asdrubale il Bello chiede il giovane Annibale. Annone vuole che cresca sotto le leggi della città, e non in un accampamento dove imparerebbe a comandare da padrone.

Tito Livio, XXI, 3

219 – 218

Consegnare Annibale

Dopo Sagunto, ricorda la pace giurata, predice una guerra rovinosa e propone di consegnare Annibale agli ambasciatori romani. Il Senato sceglie la guerra.

Tito Livio, XXI, 10

216

La pace dopo Canne

Davanti agli anelli d'oro portati da Magone, chiede quale popolo latino abbia defezionato: nessuno. Roma non ha ceduto; è il momento di trattare.

Tito Livio, XXIII, 12–13

Leggere Tito Livio con prudenza

Davvero un saggio?

Tito Livio è ostile ad Annibale: fa di Annone la voce della ragione, quella che aveva previsto tutto. Questi discorsi sono ricostruzioni letterarie, scritte due secoli dopo, e non verbali.

Polibio, più vicino ai fatti, è severo con il generale Annone. E la netta contrapposizione tra un «partito di Annone» e un «partito barcide» semplifica probabilmente un gioco politico fatto di alleanze mutevoli.

Dopo Zama

La pace e il silenzio

Lasciando l'Italia nel 203, Annibale indica Annone tra coloro che lo hanno privato dei rinforzi. Dopo Zama (202), la fazione favorevole alla pace prevale e il trattato del 201 viene accettato.

Annone, ormai anziano, scompare dalle fonti. Altri Annone compaiono nei racconti degli anni 204–201 e 150–149: nulla permette di affermare che si tratti dello stesso uomo.

Fonti

Da dove viene ciò che sappiamo

Polibio, Storie, ILa guerra dei Mercenari: Sicca, Utica, la rivalità con Amilcare, la riconciliazione (I, 66–88).
Diodoro, XXIV, 10La presa di Ecatompilo e il trattamento clemente della città, conservati in frammenti.
Tito Livio, XXI, XXIII, XXXI discorsi contro la guerra (XXI, 3 e 10; XXIII, 12–13) e il rimprovero di Annibale (XXX, 20).
AppianoI suoi racconti della fine della seconda guerra punica e della terza menzionano diversi Annone: la loro identificazione con l'avversario di Amilcare resta incerta.
Pour aller plus loin

Sources de cette page

7 références

Sources antiques

  1. Polibio, StorieI, 66–67; 72–74; 79; 82; 87–88; III, 8 — la guerra dei Mercenari: Sicca, Utica, la rivalità con Amilcare, la riconciliazione
  2. Diodoro Siculo, Biblioteca storicaXXIV, 10 — la presa di Ecatompilo (frammenti)
  3. Tito Livio, Storia di RomaXXI, 3; XXI, 10; XXIII, 12–13; XXX, 20 — i discorsi contro la guerra di Annibale e il rimprovero di Annibale nel 203
  4. Giustino, Epitome delle Storie filippiche di Pompeo TrogoXXI, 4 — l'Annone omonimo del IV secolo
  5. Appiano, Libyca — diversi Annone, di identificazione incerta
  6. Fabio Pittore — opera perduta; la sua opinione sui Barcidi è riportata da Polibio (III, 8)

Travaux modernes

  1. Maurice Sznycer, Carthage et la civilisation punique, 1978 — sulla presunta «monarchia» barcide

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